Quali opportunità vedete durante e dopo la crisi?

MeshArea Call #4

Quali opportunità vedete durante e dopo la crisi?

Abbiamo incontrato Giacomo Mandelli, Operations Manager di Foorban e Roberto Calabrò, Founder & Creative Director di Fluxx, per farci raccontare come le aziende per cui lavorano hanno cercato di cambiare e di innovare il core business durante questo periodo di crisi che, come emerso anche durante i precedenti appuntamenti, ha obbligato molti a mettere in discussione il “già saputo” o “ho sempre fatto così”.


Giacomo, 30 anni, ci ha raccontato il percorso che lo ha portato in Foorban, startup che si occupa di food delivery per le aziende, proprio durante la prima settimana di lockdown. Dopo aver raggiunto il minimo storico di fatturato, il team ha deciso di ripartire, rispondendo ad un bisogno che Giacomo e i suoi colleghi vivevano in prima persona. “Ci siamo chiesti quali fossero gli asset principali della nostra azienda: una piattaforma online, la relazione con i propri fornitori e una App. Così è nato Foorban Market”. Gli ingredienti vincenti per arrivare a questo sono stati il guardare a tutto quello che stava succedendo intorno e al bisogno che loro stessi stavano vivendo in quel momento. In una settimana, il team ha stravolto il modello di business: dalla consegna di un pasto sano in azienda, ad un supermercato online che garantisce la consegna in 12 ore.

Giacomo si è portato a casa due lezioni importanti: avere consapevolezza di sé, focalizzandosi su ciò che si sa fare meglio, e provare a rispondere ad un bisogno concreto delle persone. 


Roberto ha quasi 30 anni di lavoro alle spalle e nel 2012 ha deciso di aprire la sua azienda nel mondo degli eventi dove si occupa di “visualizzare le idee dei clienti”. Negli anni ha iniziato ad utilizzare diverse nuove tecnologie per ideare i propri eventi, come ad esempio la realtà virtuale in live. Ma poi l’8 marzo è cambiato tutto. Il mondo degli eventi si è bloccato improvvisamente, i contratti in essere e i progetti futuri sono stati immediatamente interrotti. Dall’oggi al domani, Roberto si è trovato a capo di un gruppo di 10 persone senza sapere cosa fare. La prima idea è stata quella di rinnovarsi a livello di immagine e “aggiustare i prodotti” immaginando di creare eventi online. Insieme al suo team di lavoro ha dunque iniziato a formarsi sulle principali tecnologie online per poter organizzare eventi e, soprattutto, si è impegnato molto per far comprendere ai propri clienti che cosa aveva in mente. “Nel futuro del mondo degli eventi vedo infatti una forte connessione tra online e offline. Riapriranno le grandi fiere ma rimarrà una parte di eventi virtuali, e questi non andranno a sostituire quanto avverrà fisicamente, ma permetteranno di aumentare il pubblico coinvolto”. La sua strategia è stata quella di ripensare da capo ai propri prodotti, adattandoli alle nuove esigenze e strutturandoli in modo tale che resistano nel tempo, per poter continuare ad essere proposti e utilizzati anche dopo la crisi che stiamo vivendo. La sfida per Roberto, infatti, è cambiare il mercato: rimettersi in pista e cercare di cambiare il sistema. 


Ma come capire i bisogni del mercato? Si interroga Giacomo. Bisogna guardare gli altri, fare analisi approfondite, osservare molto cosa accade fuori di sé, provando ad intercettare bisogni reali e paragonandosi con chi già qualche soluzione ha già provato a metterla in campo. È una sorta di “educazione a guardarsi intorno, e comprendere ciò che è buono e ciò che è cattivo, cosa trattenere e cosa tralasciare”. 


E la forza di andare avanti dove si trova? “Si trova nel rispetto delle persone con cui lavori e con cui hai creato negli anni - sostiene Roberto. Poi anche l’indole personale fa la sua parte, perchè mettermi in discussione mi entusiasma: è la mia occasione per cambiare oggi. Bisogna continuare a mettersi “in crisi”, in gioco, per generare nuove idee e innovare. L’innovazione devi iniziare a farla, se no rimane un’idea”. E mettersi in gioco quotidianamente è un’operazione faticosa, non è semplice vivere il cambiamento come occasione. Tuttavia, dando credito ai criteri citati, è sicuramente possibile reagire velocemente, adattandosi al mondo che cambia.  


La parola d’ordine dunque è “cambiare”. Ma cosa significa concretamente?

Significa non lasciarsi scoraggiare, ma cogliere ciò che si presenta con il volto di una crisi, come un’occasione per rimettersi in discussione, guardando con maggiore attenzione ai bisogni che ci circondano. Cambiare significa ricominciare.


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